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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Orgosolo
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mwhaOrgosolo (mwhqOrgòsolo in sardo) è un mwhgcomune italiano di mwhw3 796 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1], che si trova a 620 mwjametri sul livello del mare in mwjqprovincia di Nuoro, nella regione della mwjgBarbagia di Nuoro.

Contents

Storia
Simboli
Murales
Sport
Note

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Geografia fisica

Territorio

Il territorio comunale è prevalentemente collinare e montuoso, l'unica area pianeggiante è la vallata di Locoe, lungo il corso del fiume mwkwCedrino. L'altitudine varia dai 350–400 m di quest'ultima fino ai 1400 m delle prime propaggini della catena del mwlaGennargentu. Tra i rilievi principali sono da segnalare Monte Novo San Giovanni (1316 m), mwlgMonte Fumai (1316 m), Punta Sa Pruna (1416 m) e il Monte Armario (1433 m), la cima più alta del comune. Il paese e i suoi dintorni sono caratterizzati da spettacolari paesaggi naturali, da tradizioni e costumi di gran fascino. Il territorio comunale è molto vasto e ha un'estensione di 223,66mwmq mwmgkm², comprendente una piccola frazione, in località Galanoli, a sei km dal centro principale lungo la strada provinciale per Mamoiada.

Origini del nome

Il suo nome potrebbe derivare, secondo gli studiosi, dal toponimo mwngprotosardo mwnworgosa che significa "territorio umido, ricco d'acqua"cite-ref-3[3].

Storia

Preistoria ed età nuragica

Il territorio di Orgosolo è stato frequentato dall'uomo già in epoca preistorica, le prime attestazioni risalgono infatti all'età mwpwneolitica. Viene datato a questo periodo un piattino in clorite proveniente da Locoe, oggi esposto al mwqaMuseo archeologico nazionale di Nuoro. La presenza neolitica è testimoniata anche da numerosi resti ceramici, microliti geometrici e punte di freccia in ossidiana. È da segnalare inoltre la presenza di numerosi monumenti megalitici, sono stati infatti censiti 17 mwqqmwqgMenhir, nelle zone denominate Gorthene, Locoe, Galanoli, Sa Lhopasa e un mwqwmwraDolmen in località Oleìli. Nel territorio orgolese sono presenti anche una sessantina di mwrqmwrgdomus de janas e tra queste sono particolarmente significative la necropoli di Oreharva con 15 tombe e quella di Sirilò con 9 mwrwgrotticelle funerarie.

Del successivo periodo mwsqnuragico vi sono tantissime testimonianze. Il numero dei nuraghi si aggira intorno alle 30 unità, di cui solo alcuni appaiono ben conservati. La zona dell'altipiano di Pradu sembra essere quella con una maggiore densità archeologica relativa a questo periodo, si contano in quest'area ben 15 mwsgnuraghi, 8 mwswtombe dei giganti, una fonte sacra, un recinto megalitico e una decina di insediamenti. Il più conosciuto e visitato è il mwtanuraghe Mereu, nel cuore del mwtqSupramonte, ma sono da segnalare per la loro importanza anche il nuraghe Duvilinò e il nuraghe Ruiu.

Età punica e romana

Ceramiche mwvapuniche sono state rinvenute in due vani di tipo abitativo nel sito di Sirilò, datate tra VI e IV secolo a.C. Uno di questi ambienti ha restituito anche frammenti di un vaso attico a mwvqfigure rosse, rappresentante scene di palestra, visibile oggi al Museo archeologico di Nuoro. Testimonianze di età punica sono presenti anche nel sito di Urulu, già frequentato in età nuragica, dove sono state rinvenute 9 monete in bronzo.

Dell'epoca romana non sono visibili tracce rilevanti, ma sono comunque diversi i reperti relativi a quest'epoca rinvenuti nel territorio. In località Urulu sono stati ritrovati numerosi materiali di mwvwetà imperiale, tra cui contenitori in bronzo e una ventina di monete. Monete romane sono state rinvenute anche nella zona di Locoe, nei pressi del nuraghe Ghirghinnari. Sono da segnalare poi una brocca in lamina bronzea da Monte Novo San Giovanni e grandi contenitori fittili per derrate da Monte Fumai. È stato documentato inoltre il riutilizzo di una tomba dei giganti in età imperiale a Sa Senepida, nel Supramonte. Sempre nel Supramonte, a Campu Donianicaru, in un villaggio di precedente impianto nuragico vi sono diverse tracce di affioramenti murari pertinenti a fasi romanecite-ref-4[4].

Medioevo

In relazione al periodo alto-medievale, sono da segnalare nel territorio di Orgosolo numerosi ritrovamenti ceramici, spesso in siti già frequentati in età nuragica e romana. Frammenti ceramici di quest'epoca sono emersi a Monte Novo San Giovanni, e nelle località Locoe, Urulu, Lucuriaicite-ref-5[5], Sirilòcite-ref-6[6]. Un altro indizio che fa supporre una presenza mwzgbizantina è il gran numero di chiese destinate a santi del menologio orientale. Tra quelle ancora aperte al culto si segnalano le chiese di mwzwSant'Antonio Abate, mwaaSan Nicola di Mira, Sant'Anania, mwaqSan Michele Arcangelo. Di tante altre ne rimangono le rovine o ne è stato tramandato il ricordo come ad esempio Sant'Elia, Sant'Elena, Santa Caterina di Alessandria, Sant'Andrea, Sant'Antioco, la cappella di San Giovanni Battista.

Nonostante questi elementi, le prime attestazioni riguardanti il villaggio di Orgosolo si trovano nelle fonti soltanto verso la metà del Trecento. L'attestazione più antica risale al 1328, quando la villa (appartenente alla curadorìa di mwawNuoro) viene assegnata in feudo a mwbaMariano IV d'Arborea da parte di suo padre mwbqUgone IIcite-ref-7[7]. Nelle mwcgRationes Decimarum, i registri su cui si annotavano le decime da versare alla mwdaSanta Sede, è citata relativamente agli anni mwdq1341 e mwdg1348, la villa di Orgosolo, appartenente alla mwdwDiocesi di Suelli, nelle forme arcaiche mweaOrgusula e mweqOrgosulicite-ref-8[8]. In un altro documento di tipo ecclesiastico, la mwfgTaxationis benefficiorum regni Sardiniae, datato tra mwfw1345 e mwga1352, viene menzionata lmwgq'mwggecclesia Santi Petri de Orgoselicite-ref-9[9]. Nel mwhw1388, i rappresentanti di Orgosolo compaiono fra i firmatari dei trattati di pace fra mwiaEleonora d'Arborea e il re mwiqGiovanni I di Aragonacite-ref-10[10].

Il documento del 1328 consente di localizzare il villaggio nel giudicato di Torres, giacché la concessione a Mariano IV specificava quali possedimenti erano localizzati nel territorio dell'Arborea storico, e quali invece provenivano da conquiste verso altri giudicati, nell'ottica espansionistica che caratterizzò il mwjwrennu arborense tra la fine del XIII e la prima metà del XIV secolo. La posizione geografica di Orgosolo era strategica, in un punto in cui andavano ad incontrarsi i regni di mwkaTorres, mwkqGallura e mwkgCagliari. Nel trattato di pace del 1388, la villa compare all'interno della mwkwcuratoria di Dore, insieme a tutte le altre ville un tempo appartenenti alle curatorie di Ottana, Nuoro e Sarule. In quanto ai confini diocesani, si evince dunque un'eccezione alla consuetudine che, per un accordo tra autorità civile e religiosa, coincidevano solitamente con il territorio politico del giudicatocite-ref-11[11].

Dominazioni Aragonese, Spagnola e Savoia

Nel mwmg1420 Orgosolo passò al mwmwRegno di Sardegna per essere ceduto di volta in volta alle varie famiglie nobiliari sarde come gli Alagon, i Cubello, i Carroz e i Silva. In questo periodo si iniziano ad avere i primi dati sulla popolazione del villaggio, ricavati dai censimenti fiscali. Nel censimento del mwna1497, Orgosolo contava 203 uominicite-ref-12[12]. Per tutto il 1500 il paese conobbe un forte incremento demografico, fino ad arrivare nel mwoq1589 a contare 906 mwogfuochi, un numero che faceva di Orgosolo il settimo centro della Sardegna per popolazionecite-ref-13[13]. Nel corso del mwpw1600 si invertì la tendenza e per quasi tutto il secolo il villaggio perse abitanti. Nel mwqa1678 si toccò il punto più basso, dal censimento venivano infatti segnalati solamente 332 fuochi. Vent'anni dopo, nel mwqq1698, si ebbe un netto miglioramento: i dati indicano una popolazione di 750 uomini e 778 donne, divisi in 487 fuochi. In questi numeri bisognava probabilmente comprendere una parte degli abitanti di Locoe, villa a pochi km a nord del paese spopolata in quegli annicite-ref-14[14], i cui abitanti superstiti si divisero tra Oliena e Orgosolo. Nel mwrw1724 Orgosolo ottenne dal marchesato di mwsaOrani la cessione perpetua dei terreni appartenuti al villaggio disabitato di Locoe. Gli importanti avvenimenti che investirono la mwsqSardegna fra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento, come i moti anti-feudali e lo stesso mwsgEditto delle Chiudende non ebbero particolare rilevanza nella società orgolese, che continuava a basarsi su un'economia prevalentemente di sussistenza, legata alla pastorizia transumante, che sfruttava da sempre le terre pubbliche comunitariecite-ref-referencea-15-0[15].

Epoca moderna

Antonia Mesina

Una delle figure più rappresentative di Orgosolo è quella della giovane martire mwugAntonia Mesina, proclamata mwuwbeata da mwvaPapa Giovanni Paolo II il 4 ottobre mwvq1987. Antonia nacque a Orgosolo il 21 giugno mwvg1919 e fin da giovanissima entrò a far parte della Gioventù Femminile dell'mwvwAzione Cattolica. La giovane orgolese subì il martirio, lottando fino alla morte per opporsi a un tentativo di violenza sessuale da parte di un compaesano, e morì lapidata il 17 maggio mwwa1935. In questa data viene celebrata la festività liturgica che prevede varie iniziative civili e religiose. Le spoglie della ragazza sono custodite in una cripta presso la chiesa parrocchiale del SS. Salvatore a Orgosolo, sito che è visitato da numerosi pellegrini.

Rivolta di Pratobello

Il 27 maggio del mwxa1969 sui muri del paese viene affisso dalle autorità un avviso in cui si invitano i pastori che operano nella zona di Pratobello di trasferire il bestiame altrove perché, per due mesi, quell'area sarà adibita a mwxqpoligono di tiro e di addestramento dell'mwxgEsercito Italiano. Il 19 giugno 3.500 cittadini di Orgosolo iniziano l'occupazione dei campi nella località di Pratobellocite-ref-16[16]. Dopo alcuni giorni di occupazione, nei quali non si verificò alcun episodio di violenza, l'esercito si ritirò.cite-ref-17[17]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 19 dicembre 1988.cite-ref-18[18]

Stemma

«Stemma

troncato

: nel primo, di azzurro, al grappolo d'uva, di porpora, pampinoso di uno di verde, col tralcio al naturale, posto in banda abbassata,

calzato

di rosso; nel secondo, d'oro, ai sette

alberi

di verde, fustati al naturale, con le chiome in parte sovrapposte, nodriti nella

pianura

di verde, su cui pascolano quattro

pecore

, di argento, due a destra,

in profilo

, una centrale, di fronte, una a sinistra, in profilo, rivoltata. Ornamenti esteriori da Comune.

»

Gonfalone

«Drappo troncato di giallo e di azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento recante la denominazione del Comune. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del Comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d’argento.

»

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Orgosolo conta un gran numero di chiese, sia all'interno del centro abitato che nelle sue immediate vicinanze. La maggior parte degli edifici sono stati realizzati a cavallo dei secoli XIV-XVI. In ambito urbano sono presenti otto chiese, quasi tutte aperte al culto:

• Santu Perdu (San Pietro Apostolo), dedicata al patrono e chiesa parrocchiale (XIV sec.cite-ref-20[20])
• Sant'Antoni ‘e Su Ohu (Sant'Antonio Abate), la più antica, risalente al XIV secolo circacite-ref-referencea-15-1[15]
• Sant'Antoni ‘e Padua (Sant'Antonio da Padova) (XVI sec.)
• Santa Gruhe (Santa Croce)
• Santu Nihola (San Nicola di Mira), del secolo XV
• Nostra Sennora (L'Assunta), 1634
• Sa Lhesia Nova (SS. Salvatore), realizzata nel sec. XX
• Chiesa dello Spirito Santo, presso la frazione di Galanoli (sec. XX)

Nel nucleo urbano o nei suoi pressi risultavano presenti altre chiese ormai scomparse, dedicate a S. Elia, San Sebastiano, e San Giovanni Battista.

Numerose anche le chiese campestri:

• Sant'Antiolhu (Sant'Antioco)
• Santu Micheli (San Michele Arcangelo), sul monte Lisorgoni, che domina l'abitato (XV sec.)
• Santu Nanìu (SS. Anania ed Egidio)
• Santu Malhu (San Marco), a poca distanza dall'abitato, sulla periferia sud
• Santu Lenardu (San Leonardo), era la chiesa parrocchiale del villaggio di Locoe, abbandonato tra XVII e XVIII secolo
• Santu Paule (San Paolo), anch'essa in territorio di Locoe
• Sant'Elene (Sant'Elena)

Fuori dal nucleo urbano, si erge una edicola votiva in ceramica dedicata alla Madonna della Guardi, realizzata dallo scultore sardo Marco Silecchia.

Siti e località di interesse archeologico


• Domus de janas di Oreharva
• Domus de janas di Sirilò
• Domus de janas di Sa Lhopasa
• Domus de janas di Tettene
• Domus de janas di Istovuzzi
• Domus de janas di Pandelai

mwarkNuraghi

• Nuraghe Bidunì
• Nuraghe Burdu
• Nuraghe Carchinarzu
• Nuraghe Chirisunie
• Nuraghe de Lacana
• Nuraghe Donori
• Nuraghe Duvilinò
• Nuraghe Filigai
• Nuraghe Funtana Bona
• Nuraghe Funtana Fritta
• Nuraghe Ghirghinnari
• Nuraghe Giuanne Puddu
• Nuraghe Gorroppu
• Nuraghe Ilole
• Nuraghe Lartiò
• Nuraghe Lollovè
• Nuraghe Luilìe

• Nuraghe Maninturtiò
• Nuraghe Manurrìe
• Nuraghe Mereu
• Nuraghe Olai
• Nuraghe Orghe
• Nuraghe Oroldi
• Nuraghe Ortotidda
• Nuraghe Urulu
• Nuraghe Ospo
• Nuraghe Pighisone
• Nuraghe Ruju
• Nuraghe Sa Senepida
• Nuraghe Sirilò
• Nuraghe Talasuniai
• Nuraghe Sa Lhopasa

Il Supramonte

L'area orgolese del mwasySupramonte ha una estensione di quasi 3500 ettari. Si tratta di un altopiano montuoso, profondamente interessato da fenomeni carsici che vedono la presenza di numerose grotte, doline (imponente è quella di “mwascSu Suercone” o “Sielhone” in orgolese, con un diametro di circa 500 metri) e gole, fra le quali la spettacolare gola di mwasgGorropu, una profonda depressione creata dal Rio Flumineddu con pareti verticali di 400 metri. A causa della mancanza di sorgenti o di portata rilevante, la presenza di acqua in questo territorio è assai scarsa, mentre le precipitazioni tendono a raccogliersi in piccole pozze rocciose naturali chiamate “Presethos”. Il paesaggio del Supramonte è caratterizzato dal colore bianco delle rocce calcaree che contraddistingue ampie distese pietrose che si alterna al verde del sottobosco e delle foreste di lecci. Si ritiene che nella zona denominata “Sas Baddes” sia ancora presente uno degli ultimi tratti di foresta primaria presenti in mwasoEuropa. Oltre al leccio alcune fra le specie arboree tipiche del Supramonte sono il mwassginepro (mwaswJuniperus) e il mwas0tasso (mwas4Taxus baccata). Molto ricca anche la flora erbacea con rare specie spontanee alcune delle quali possono essere considerate endemiche. La fauna è molto varia ed è composta principalmente da cinghiali, volpi e mufloni, anche se non mancano specie meno comuni come martore, ghiri e gatti selvatici. Nel Supramonte trovano inoltre l'habitat numerose specie di volatili, principalmente rapaci come l'mwas8aquila reale, l'mwataaquila del Bonelli, la mwatepoiana, il mwatifalco pellegrino, il mwatmgheppio e l'mwatqastore. In passato le pareti rocciose della zona vedevano la nidificazione del mwatugrifone (mwatyGyps fulvus) e del mwatcgipeto (mwatgGypaetus barbatus), detto anche “avvoltoio degli agnelli”. Da un punto di vista archeologico sono presenti rilevanti tracce umane risalenti al periodo nuragico e pre-nuragico, in particolare nei complessi nuragici del citato nuraghe “Mereu” e del nuraghe “Presethu Torthu”, caratterizzati dal colore bianco della pietra calcarea con cui sono stati realizzati. Pur essendo un territorio da sempre scarsamente popolato alcune zone del Supramonte orgolese sono state, storicamente, adibite all'allevamento dei suini e al pascolo degli ovini e dei caprini. A causa delle distanze e della mancanza di strade vere e proprie i pastori erano costretti a lunghe permanenze fuori del paese, servendosi unicamente dei tipici ovili in pietra e legno (“Huviles”), alcuni dei quali ancora presenti. Attualmente le attività legate alla pastorizia si sono notevolmente ridotte sul territorio, che per contro risulta molto frequentato da escursionisti, appassionati di mwatotrekking, di archeologia e speleologia.

Murales

Il primo mwat0murale di Orgosolo fu realizzato nel mwat41969 dal gruppo Dioniso, un collettivo di anarchici milanesi. Qualche anno dopo, nel mwat81975, in occasione del trentennale della mwauaLiberazione dal nazifascismo, l'insegnante toscano mwaueFrancesco Del Casino ed i suoi alunni della scuola media di Orgosolo realizzarono una dozzina di murales lungo il Corso Repubblica. Successivamente si iniziò a produrre murales di diversi contenuti anche in gruppi esterni alla scuola: il tema da trattare e l'esecuzione del lavoro veniva concordato con la popolazione, favorevolmente colpita dall'iniziativa. In seguito si aggiunse il contributo di molti altri artisti, fra i quali il pittore orgolese Pasquale Buesca e il gruppo culturale locale Le Api. I dipinti affrontano in genere problematiche legate alla popolazione locale e alla Sardegna, ma raccontano anche i principali avvenimenti storici e sociali italiani ed internazionali. Sono poi presenti numerosi omaggi a personaggi e intellettuali del 'mwaum900. Al momento si contano ad Orgosolo più di 200 murales che ormai fanno parte integrante dell'immagine del paese, attirando ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondocite-ref-21[21]cite-ref-22[22].

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-23[23]

Lingue e dialetti

La variante del mwavusardo parlata a Orgosolo è il mwavynuorese barbaricino.

Cultura

Festività religiose

Nonostante il patrono sia San Pietro (con novena, messa e processione), la festa più sentita in paese è quella di mwav4Nostra Sennora de Mesaustu, la mwav8Madonna Assunta, che si svolge il 15 agosto. In tale occasione sfila una bellissima e solenne processione, con cavalli e abiti tradizionali per portare nelle vie del paese la statua della Madonna dormiente, molto pesante e per questo sorretta da 4 uomini a spalla. La festa continua poi con mwawasa vardia, corsa equestre con i cavalli che vengono lanciati a coppie o a gruppi di tre e su cui i cavalieri si esibiscono in acrobazie spesso rischiose, soprattutto perché la corsa si svolge sull'asfalto cittadino. La festa religiosa prevede due distinte novene nella chiesa dell'Assunta, mentre i festeggiamenti civili si sviluppano nell'arco di circa dieci giorni, dal 13 al 23 agosto. Il 23, giorno de mwaweS'ottada, il paese partecipa nuovamente alla processione, stavolta notturna, in cui comunque non mancano i cavalli e i colori degli abiti tradizionali. Altre ricorrenze religiose molto importanti per la comunità sono la festa di mwawiSant'Antoni de su 'ohu (mwawmS. Antonio Abate) il 17 gennaio, con l'accensione dei tradizionali fuochi in onore del santo, la festa di mwawqSantu Malhu (mwawuS. Marco) il 25 aprile, dove dopo la messa viene offerta ai fedeli mwawysa ita, che consiste nel dono di un pane tradizionale e di un pezzo di carne. Dopo anni di oblio è stata recentemente ripresa la festa di mwawcSantu Sidore (mwawgSant'Isidoro), protettore de mwawksos massaios (i contadini), con la suggestiva processione dei carri trainati dai buoi.

Particolarmente sentita è la festività religiosa e civile dedicata a mwawsSantu Nanìu e S. Ziliu (SS. Anania ed Egidio), che cade la prima domenica di giugno. La tradizione vuole che i due santi, Egidio (vescovo) e Anania ( un soldato o un conte), siano stati martirizzati nel 300 d.C., mentre tentavano di convertire le popolazioni dell'interno ancora pagane. In località Berghìe, 2mwaww km a sud del paese sorge la chiesa a loro dedicata, nel luogo dove avrebbero ricevuto la morte. Non sono menzionati in nessun documento storico, né nel mwaw0Martirologio Geronimiano né nelle mwaw4Passionescite-ref-24[24]. Il martirio dei due santi è attestato da un'iscrizione rinvenuta nella chiesa, insieme a due urne di pietra contenenti le reliquie. Il rinvenimento avvenne a seguito di una disposizione dell’mwaxmarcivescovo di Cagliari Ambrogio Machin, che il 15 settembre del 1632, ordinò al vicario di Galtellì Agostino Pischedda di procedere alla ricerca di corpi santi nella chiesa orgolese. Il risultato degli scavi si troverebbe in un registro dell’archivio arcivescovile di Cagliaricite-ref-25[25]. Diversi studiosi hanno dimostrato che l'epigrafe sia falsa e che non possa riferirsi all'mwaxketà paleocristianacite-ref-26[26]. Anche Dionigi Bonfant già nel 1635 parlava di "mwax8invencion de los sagrados cuerpos"cite-ref-27[27]. L’origine dell’iscrizione sembrerebbe perciò da inserire nell’ambito dello scontro tra le diocesi di Cagliari e di mwayqSassari per contendersi il primato ecclesiastico dell’isola. Lotta che divenne particolarmente serrata nel XVII secolo, quando gli arcivescovi delle due città si impegnarono in una assurda gara alla ricerca delle spoglie di presunti martiri. Si riteneva infatti che un numero maggiore di ritrovamenti in un capo piuttosto che nell’altro sarebbe stato sufficiente a riconoscere la supremazia di una sede su quella rivalecite-ref-28[28]. Un'ulteriore prova sul coinvolgimento di Orgosolo nella contesa tra le due diocesi, viene dalla partecipazione di una rappresentanza orgolese alla cerimonia di traslazione delle reliquie dei martiri dalla necropoli di S. Saturnino alla mwaykcattedrale di Cagliaricite-ref-29[29]. La presenza dei fedeli orgolesi non era casuale, infatti fra le 179 nicchie del mway4santuario dei martiri della chiesa cagliaritana, due sono dedicate a S. Anania e S. Egidio.

Eventi culturali

Dal 2006 si svolge a Orgosolo il Festival della Scienzacite-ref-30[30], che si propone di utilizzare la cultura popolare come chiave verso il sapere scientifico. Orgosolo partecipa inoltre al circuito delle sagre autunnali denominato "Autunno in Barbagia", curato dall'A.S.P.E.N. (Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese).cite-ref-31[31] La tappa orgolese è chiamata Gustos e Nuscos (aromi e sapori) e si tiene solitamente nel mese di ottobre.

L'abito tradizionale

L'abito tradizionale (smwaz8u hustumene) è custodito gelosamente da quasi tutte le famiglie orgolesi e viene indossato in occasione di alcune cerimonie e festività. Fino agli inizi del mwaaaXX secolo ha rappresentato l'unico abito usato da tutta la popolazione. Si tratta di un abito piuttosto austero, soprattutto quello femminile, anche se ricchissimo dal punto di vista dei ricami e dei colori. L'abito maschile comprende mwaaesa mwaaiberrita, il copricapo, mwaamsu zippone (la giacca), mwaaqsa hamisa (camicia), mwaausa vraha (una specie di gonnellino in orbace) mwaaysos cartzones (pantaloni in tela) e mwaacsas harthas (una sorta di soprascarpe). I principali elementi dell'abito da donna sono mwaagsu lionzu, un fazzoletto o benda in seta gialla che funge da copricapo, il giubbetto (smwaaku zippone), una camicia bianca ricamata, mwaaosu sahittu e mwaassa veste, una serie di tre gonne (non sempre indossate assieme), e mwaaws'antalena, uno splendido grembiule adornato di broccati e ricami di tipo floreale. Questi abiti vengono cuciti ancora oggi da ricamatrici locali e hanno un elevato costo di realizzazione.

L'allevamento del baco da seta

A Orgosolo si tramanda da tempo immemore una tradizione antichissima, la mwabmbachicoltura, un'attività scomparsa quasi ovunque ma che nel paese barbaricino ancora resiste e si tramanda. Già nel 1837, mwabqVittorio Angius descriveva questa attività, affermando che "mwabuÈ ignoto quando questa specie fu introdotta, e le donne orgolesi abbiano imparato a far quanto fanno per ridurre i bozzoli in fazzoletti e in veli o bende, come esse dicono."cite-ref-32[32] Il baco da seta, chiamato in dialetto orgolese “Su Ermeddu”, viene allevato al fine di ricavare la seta usata per la realizzazione del citato copricapo femminile del costume (“Su Lionzu”). Da alcuni anni, nel corso della rassegna “Autunno in Barbagia” è aperto un laboratorio in cui vengono illustrate ai visitatori le varie fasi dell'allevamento dei bachi e le operazioni di tessitura e colorazione della seta.

Canto a tenore

A Orgosolo la tradizione del mwabwcanto a tenore è molto viva. Le quattro voci che compongono il coro sono la voce solista ("Sa Vohe"), la contra ("Sa Hontra"), una voce di tipo baritonale, il basso ("Su Bassu") e la mezza-voce ("Sa Mesu Vohe").cite-ref-33[33]. A certificare l'importanza di questa espressione artistica, presso la casa Mesina nel centro storico del paese, è presente un centro di documentazione dedicato al patrimonio culturale del canto a tenorecite-ref-34[34].

Cori a Tenore

• Coro di Orgosolo, attivo fra gli anni '50 e '70 del secolo scorso
• mwacoGruppo Rubanu, gruppo che collaborò con il contrabbassista jazz mwacsMarcello Melis
• Gruppo Mesina
• Tenore Sa Cumpanzia
• Tenore Antonia Mesina
• Tenore 'Untana Vona
• Tenore Murales

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 23 aprile 1995 | 16 aprile 2000 | Mariantonia Podda | liste civiche di centro-sinistra | Sindaco | [ 35 ] |
| 16 aprile 2000 | 8 maggio 2005 | Pasquale Mereu | centro | Sindaco | [ 36 ] |
| 8 maggio 2005 | 30 maggio 2010 | Francesco Giuseppe Meloni | lista civica | Sindaco | [ 37 ] |
| 30 maggio 2010 | 31 maggio 2015 | Dionigi Deledda | lista civica "Pro Orgosolo" | Sindaco | [ 38 ] |
| 31 maggio 2015 | 5 giugno 2016 | Dionigi Deledda | lista civica "Per Orgosolo" | Sindaco | [ 39 ] |
| 5 giugno 2016 | 11 ottobre 2021 | Dionigi Deledda | lista civica "Orgolesi" | Sindaco | [ 40 ] |
| 11 ottobre 2021 | in carica | Pasquale Mereu | lista civica "Aunios" | Sindaco | [ 41 ] |

Sport

Lo sport a Orgosolo trova la sua massima diffusione nel mwafocalcio, nella mwafspallavolo e nel mwafwsoftball. Le squadre locali fanno parte della Polisportiva Supramonte, una società nata nel mwaf41969, che annovera circa 300 iscritti. Le strutture sportive comprendono un campo di calcio, alcuni campi da tennis, una palestra polivalente coperta e un campo da softball, che nel mwaf81996 ospitò alcuni incontri del Campionato Europeo di Softball, categoria giovanile. La squadra di softball femminile rappresenta il paese nel Campionato Italiano di Softball e milita nella Serie A2, girone A con il Cagliari Baseball Softball e i Tigers Cagliari Softball.

Note

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Approfondimenti

• mwa2cPasquale Tola, mwa2gCodex Diplomaticus Sardiniae, Torino, 1861-8, in mwa2kmwa2oHistoriae Patriae Monumenta, Tomi X-XII

• mwa20(LA) Codex diplomaticus Sardiniae, vol. 1, Torino, Stamperia reale, 1861.
• mwa28(LA) Codex diplomaticus Sardiniae, vol. 2, Torino, Stamperia reale, 1868.

Voci correlate

• mwa3mmwa3qBanditi a Orgosolo (mwa3u1961), film di mwa3yVittorio De Seta interpretato da pastori di Orgosolo.

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.orgosolo.nu.it.
• citerefsapere-itOrgòsolo, su sapere.it, De Agostini.
• mwa30La scheda del comune nel portale Comunas della Regione Sardegna, su comunas.it.
• mwa38Fotografie Murales Orgosolo, su muralesinsardegna.net.
• mwa4eArchivio Fotografico delle Immagini di Sardegna: Murales (Orgosolo), su fotodisardegna.it. URL consultato l'11 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2007).
• mwa4mGalleria di Murales di Orgosolo, su lifelog.it.
• mwa4uIl borgo abbandonato di Pratobello quarant'anni dopo, su lifelog.it.
• mwa4cPratobello su Sardegna Abbandonata, su sardegnaabbandonata.it.